Ore decisive per la Ifi di Santhià. La solidarietà dell’Arcivescovo

Venerdì 18 gennaio, alle 17,30, nel salone parrocchiale santhiatese, assemblea pubblica per fare il punto della situazione

I lavoratori della Ifi durante un presidio questa estate

Prosegue la vertenza che, da ormai da mesi, vede coinvolti i 130 dipendenti della ex Magliola di Santhià, attualmente proprietà della società Iniziative ferroviarie italiane (Ifi).

Martedì i lavoratori Ifi hanno organizzato un presidio davanti alla Prefettura per sensibilizzare le istituzioni sulla grave situazione creatasi in azienda con retribuzioni arretrate non versate e un futuro incerto.

Evidentemente la mobilitazione ha, in qualche modo, smosso la situazione di stallo che si era venuta a creare: giovedì era atteso un colloquio tra i delegati di fabbrica e i dirigenti di Ifi durante il quale si sarebbero dovute prospettate le novità, anche di natura societaria, in grado di dare continuità alle attività produttive. Per ora non trapela nulla di più preciso, ma questa svolta ha ridato qualche speranza in una soluzione positiva della vertenza.

«Intanto – dice il segretario della Fiom Cgil Vercelli Valsesia Ivan Terranova – venerdì 18, alle 17,30, abbiamo convocato un’assemblea pubblica nel salone parrocchiale di Santhià per spiegare anche alla popolazione, agli amministratori e ai vari soggetti economici quanto sta accadendo».

Sulla vertenza Ifi interviene, con una nota, anche l’arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, delegato dalla Conferenza episcopale piemontese per la pastorale sociale e il lavoro: «In queste ore difficili intendo manifestare la mia personale vicinanza e quella della diocesi eusebiana tutta, ai lavoratori dell’azienda santhiatese. Auspico fortemente che le giuste rivendicazioni salariali avanzate dai dipendenti della Ifi vengano accolte e, soprattutto, che gli sforzi in atto per dare continuità alle attività dell’azienda giungano presto a uno sbocco positivo. Questo per ridare serenità e dignità ai 130 lavoratori e alle loro famiglie e per far sì che il territorio della nostra diocesi, già pesantemente travagliato da passate vicende occupazionali, possa conoscere ulteriori concrete possibilità di rilancio e di sviluppo».

(Ulteriori approfondimenti sul Corriere eusebiano in edicola da venerdì 18 gennaio)