Nasce la nuova Confindustria Novara, Vercelli, Valsesia

Si tratta di un’aggregazione tra Cvv e Ain: si crea così un’entità da 770 imprese e 44mila dipendenti

Via libera definitivo, dalle rispettive assemblee straordinarie, all’aggregazione tra l’Associazione Industriali di Novara (Ain) e Confindustria Vercelli Valsesia (Cvv), che il 1 gennaio 2019 renderà operativa Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv). Le assemblee, tenutesi a Novara e a Vercelli il 4 e il 5 dicembre scorsi, hanno approvato all’unanimità il progetto di fusione per incorporazione e lo Statuto di Cnvv, che si era costituita formalmente il 25 luglio 2018 contestualmente all’insediamento del Comitato di progettazione che sta coordinando il percorso di unificazione in un’ottica di miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi erogati. Cnvv è il risultato della prima aggregazione tra associazioni territoriali in Piemonte, in linea con quanto stabilito dalla “riforma Pesenti” di Confindustria, rappresenterà complessivamente oltre 770 aziende con 44mila dipendenti (di cui, attualmente 454 con oltre 30mila addetti aderenti all’Ain e 322 con quasi 14mila addetti aderenti a Cvv) e sarà presieduta da Gianni Filippa, presidente della Zavero srl di Romagnano Sesia (No), che produce valvole per il settore Oil & Gas. Del Consiglio di presidenza di Cnvv, oltre a Filippa, faranno parte Giorgio Baldini e Federica Zappone, che saranno, rispettivamente, presidente del Comitato Piccola Industria e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Gianluca Gessi, Luigi Maffioli, Andrea Saini e i due attuali presidenti dell’Ain, Fabio Ravanelli, che è anche presidente di Confindustria Piemonte, e di Cvv, Giorgio Cottura. La nuova realtà associativa potrà contare su una quarantina di addetti, tra dipendenti e consulenti, e avrà sede legale a Novara e sedi operative a Novara e a Vercelli, con due delegazioni di zona, a presidio del territorio, a Borgosesia (Vc) e a Borgomanero (No).

«Il risultato sancito dalle nostre due ultime assemblee – commentano Cottura e Ravanelli – è di grande valore anche dal punto di vista dell’esempio positivo che il sistema industriale riesce a dare all’intera società, in una fase così delicata per il nostro Paese nella quale è doveroso essere promotori concreti di “best practices” volte al cambiamento e al miglioramento. Per questo motivo desideriamo ringraziare sentitamente chi, tra gli imprenditori nostri associati, ha da subito manifestato la sua fiducia in questa nuova prospettiva, dimostrando di credere nella coesione e nella condivisione di progetti e di obiettivi come concreto esempio di dedizione al “bene comune”».

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