Da lunedì 28 agosto torna a Vercelli la rassegna “CinemadaMare”

Soddisfatto il sindaco. La Lega critica e presenta un’interrogazione: «Troppi 15mila euro di contributo comunale per una manifestazione con scarse ricadute per la città»

Lo schermo di "CinemadaMare" in piazza Cavour

Da lunedì 28 agosto ritorna a Vercelli la manifestazione dedicata a giovani filmmaker denominata “CinemadaMare”, una rassegna internazionale itinerante del cinema digitale e di formazione cinematografica ideata e coordinata dal giornalista Franco Rina. L’iniziativa sarà nuovamente a Vercelli dopo le esperienze del 2015 e del 2016.  Nel complesso si tratta della quindicesima edizione di CinemadaMare, di quello che gli organizzatori presentano come un vero e proprio raduno di un centinaio di giovani filmmaker provenienti da Paesi diversi che girano cortometraggi durante il festival che si svolge dal 19 giugno al 9 settembre. Ad alcuni dei partecipanti, selezionati durante tutto il percorso estivo, verrà offerta la possibilità di essere presenti alla tappa di Venezia, che sarà svolta in coincidenza con la 74ª Mostra Internazionale d’arte Cinematografica.

 

«L’evento  – spiega un comunicato – permetterà di offrire a un numeroso gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo e naturalmente ai Vercellesi l’occasione di formarsi e sperimentarsi con l’arte del cinema nella nostra Città che sarà animata nel corso della settimana, sia durante le riprese dei cortometraggi girati dai giovani e con il coinvolgimento dei cittadini, sia nel corso delle serate con le proiezioni di film in concorso e fuori concorso. I “corti” interesseranno anche temi della Vercelli medievale e di personaggi famosi della Città».

Soddisfatto il sindaco Maura Forte: «Sono lieta  che Vercelli possa mettersi a disposizione di queste “promesse” della cinematografia e, in particolare, questa edizione vedrà un coinvolgimento diretto della Film Commission di Torino. Questa Fondazione ha come scopo principale la promozione della Regione Piemonte come location e luogo di lavoro d’eccellenza per la produzione cinematografica e televisiva, attirando sul territorio produzioni italiane ed estere e al tempo stesso sostenendo l’industria cinematografica e televisiva locale, creando dunque nuove opportunità di lavoro per chi opera nel settore. Ritengo che una Città con le caratteristiche di Vercelli possa ambire ad ospitare lavori cinematografici che la promuoverebbero a livello non solo nazionale».

Decisamente meno entusiastiche le considerazioni dell’opposizione consiliare e in particolare della Lega Nord che, per mano del capogruppo Alessandro Stecco, ha subito depositato un’interrogazione che critica aspramente il costo sostenuto dall’amministrazione (15mila euro all’anno) per una manifestazione che ha dimostrato uno «scarso impatto sia culturale che sull’indotto economico» di Vercelli. In più la Lega richiama i contenuti di una deliberazione approvata dal consiglio comunale nel settembre scorso in cui si impegnava sindaco e assessore competente a relazionare «per spiegare le ragioni della decisione già presa di impegnare fino ad oggi 30.000 euro in due anni di soldi pubblici per questo tipo di manifestazione, sulla rendicontazione esatta di quali spese sono state sostenute dagli organizzatori per l’evento, sugli eventuali costi di pulizia-guardiania scaturiti sia dalla sistemazione logistica dei partecipanti che per le proiezioni in Piazza Cavour, se e quando l’attività di CinemadaMare sia stata oggetto di una convenzione con il Comune per l’utilizzo delle strutture impegnate per la logistica e per l’impegno di piazza Cavour».

Fatte queste premesse l’interrogazione si conclude con una serie di domande. «Vogliamo sapere – precisa Stecco – se il Sindaco abbia ottemperato a quanto espresso nella parte dispositiva della deliberazione consiliare 104 del 2016; se corrisponde al vero che sia stato chiesto dal Sindaco ad Atena di sponsorizzare, in toto o in parte, e per quanta parte, la rassegna CinemadaMara del 2017; in questo specifico caso se confermato, a quanto ammontano in numero i distacchi della luce a utenze morose per bollette non pagate, da parte di Atena; se non si ritiene che eventuali fondi in esubero possano essere usati per calmierare le necessità di morosità sulla luce o sulla città con il servizio di igiene ambientale»