Maltempo sul weekend, ma la “secca” di fiumi e laghi preoccupa

L’allarme dell’Anbi: «Anche se febbraio e marzo fossero piovosi, il mancato accumulo di neve creerà problemi in primavera-estate»

Il Lago Maggiore sotto il livello di guardia

«Nel weekend torna il maltempo al nord e la neve in montagna». Questo quanto prevede 3bmeteo.com: «Il vortice d’Islanda piloterà una perturbazione atlantica più organizzata anche sul Nord Italia che, nel corso di domenica, vivrà una fase di maltempo. I primi fenomeni abborderanno Liguria, Piemonte e Lombardia dalla serata di sabato. Cadrà la neve sulle Alpi, anche fino a mezzo metro intorno ai 1500 metri, con la quota delle nevicate che si assesterà intorno ai 1000-1300 metri».

Nonostante l’atteso cambio di clima, la situazione di laghi e fiumi continua a preoccupare. Da oltre 100 giorni non si registrano precipitazioni significative sia sull’arco alpino sia sulla Pianura Padana: l’ultimo evento degno di nota risale infatti alla scorsa metà del mese di ottobre.

«La prima considerazione – afferma il presidente di Anbi-Piemonte (l’associazione dei consorzi irrigui) Vittorio Viora – riguarda la carenza di precipitazioni nevose sull’arco alpino. Malgrado le nevicate che hanno interessato la Valle d’Aosta, l’assenza del manto nevoso a quote medie purtroppo conferma che la prossima stagione irrigua sarà compromessa per una forte carenza di risorsa idrica».

Infatti, anche un augurabile e atteso cambiamento delle condizioni metereologiche, con precipitazioni nevose nel corso del mese di febbraio e marzo, determinerebbe accumuli di neve non “consolidati” e destinati a rapido scioglimento nel corso dei mesi primaverili, con la conseguenza che già oggi si possono prevedere significativi deficit di risorsa idrica a partire dal mese di giugno, fino al termine della stagione irrigua estiva.

Un ulteriore e forte motivo di preoccupazione per le irrigazioni del Piemonte orientale, ove prevale la risicoltura, è il livello del Lago Maggiore oggi di ben 1 metro al di sotto del livello medio della fine di gennaio per il periodo di osservazione 1942-2015.

«Anche per il Lago Maggiore sarà quindi determinante l’abbondanza delle precipitazioni primaverili che dovranno compensare sia il baso livello del lago, sia l’accumulo nei numerosi e capienti bacini idroelettrici (dighe) in Italia e nel Canton Ticino. Altrettanto vitale sarà poi la possibilità di raggiungere in primavera la quota di invaso di + 1,50, in deroga alle attuali regole che impongono per i mesi primaverili l’altezza massima di 1 metro, elevata a 1,25 in via sperimentale».