Fiom Cgil: «Alla Ifi di Santhià la situazione sta diventando insostenibile»

Terranova: «Stipendi arretrati, banche che non fanno credito e dal Ministero dello sviluppo economico nessun segnale»

I lavoratori della Ifi durante un presidio

Prosegue la vertenza che coinvolge i 110 lavoratori della Iniziative Ferroviarie Italiane di Santhià, ma l’azienda continua a non pagare i suoi debiti verso i dipendenti. Questo quanto riferisce il segretario della Fiom Cgil Vercelli Valsesia, Ivan Terranova, che da mesi si occupa del caso: «Ricordiamo – spiega – che da oltre due mesi gli operai dell’azienda non percepiscono nessuna retribuzione e che gli stipendi arretrati sono sette mensilità e che stante la situazione (dall’8 febbraio i lavoratori sono stati messi in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) a oggi nessuna attività produttiva è avviata».

Ovviamente è difficile prospettare con queste premesse una ripresa aziendale e purtroppo anche la normativa italiana non tutela completamente i lavoratori dell’azienda: se si dovesse prospettare una chiusura aziendale potrebbero perdere oltre 4 mensilità di salario per un ammontare superiore ai seimila euro.

«Abbiamo richiesto l’apertura di un tavolo di crisi al MISE – prosegue Terranova – ma nessuna risposta è arrivata. Penso che ignorare l’apertura di un tavolo di discussione su un’azienda che da oltre cento anni costruisce e fa manutenzione sui treni del nostro paese sia un grave errore, ricostruire professionalità come quelle presenti oggi all’intero dello stabilimento tramandate da generazioni sarebbe un’ulteriore colpo per il futuro del Paese, ma soprattutto del territorio del Vercellese già duramente colpito dalla crisi che ha bruciato, negli ultimi 10 anni, oltre 1.500 posti di lavoro nel settore metalmeccanico».

Il sindacato sta provando a cercare degli elementi per fare in modo che i lavoratori possano avere una risposta al loro problema economico: «L’attivazione della Cassa integrazione poteva essere uno strumento idoneo se affiancato da un’anticipazione sociale delle banche, come è sempre stato negli anni passati, tuttavia abbiamo provato a contattare diversi istituti Bancari della zona ma nessuno ha ancora confermato la disponibilità. 

Stiamo provando anche con le agenzie interinali di somministarazione a cercare lavori temporanei per le persone coinvolte in questa disgrazia, per alcuni si stanno trovando delle soluzioni, ma non per tutti».

Terranova denuncia che «110 lavoratori sono stati abbandonati al loro destino in un contesto sociale allarmante. Per alcuni di loro sta diventando impossibile andare avanti e siamo fortemente preoccupati che qualcuno in preda alla disperazione possa compiere qualche gesto inconsulto. Nelle famiglie si taglia quello che si può, i figli non partecipano più ad attività extrascolastiche, alcuni non possono pagare gli alimenti, ad alcuni è stata pignorata la casa, e ad altri è arrivato lo sfratto, alcune persone stanno andando a mangiare alla mensa dei poveri».

Il sindacato lancia «un appello affinchè qualche istituzione o chi di competenza possa dare una risposta in prima battuta alla necessità di sostegno economico ai lavoratori. Ma sopratttutto siamo fortemente preoccupati che un’azienda che è nata nel 1901, in concomitanza della nascita della nostra organizzazione Fiom Ccgil, possa scomparire nel nulla e nel silenzio più totale, nonostante le iniziative messe in campo in oltre 65 giornate di mobilitazione».

La Fiom Cgil annuncia che mMercoledì 13 Marzo alle 10 e fino alle 12 organizzerà un presidio davanti ai cancelli dell’azienda di Santhià per tenere vivo l’interesse su questo problema e fa appello a imprenditori seri perchè rilevino questa attività e queste professionalità che hanno ancora molto da offrire al Paese.

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