Ubriaco e vestito da “rambo” affronta i carabinieri. Arrestato

L’uomo, un ecuadoregno di 23 anni residente a Salasco, prima ha minacciato di suicidarsi e poi ha ingaggiato una collutazione coi militari

Coltelli, giubbotto, elmetto e fucile "soft air" sequestrati all'arrestato

La notte di domenica 8 aprile, i carabinieri della Radiomobile di Vercelli hanno arrestato E.S., 23enne, cittadino ecuadoregno residente a Salasco e gravato da vicende penali per reati contro la persona, per violenza, resistenza aggravata e lesioni personali a pubblico ufficiale.

I militari sono intervenuti verso le 2.30 di domenica nell’abitazione dell’uomo a seguito di una telefonata al Pronto intervento dei carabinieri dalla convivente 25enne che, in preda al panico, aveva segnalato che il suo compagno, dopo una lite scaturita per futili motivi, aveva impugnato un coltello e lo aveva rivolto verso sé stesso minacciando di suicidarsi.

Giunti tempestivamente sul posto, i carabinieri si sono trovati di fronte ad una situazione apparsa subito critica: il 23enne era nel cortile di casa abbigliato da militare, con un jacket da combattimento, due coltelli nelle tasche all’altezza del petto, un elmetto calzato e si era posizionato a terra davanti ad un fucile poggiato su un treppiede.

Immediatamente, i due carabinieri hanno raggiunto un riparo ed hanno avviato con l’uomo un dialogo, cercando di tranquillizzarlo e di farlo allontanare dall’arma mettendosi allo scoperto. Per tutta risposta, il 23enne ha iniziato ad urlare frasi sconnesse all’indirizzo dei militari, affermando di essere un soldato della Legione Straniera e che non si sarebbe mai arreso, rafforzando le proprie affermazioni facendo ben udire ai carabinieri il rumore del suo fucile mentre veniva armato e reso pronto al fuoco.

Ritenendo che fosse necessario agire con immediatezza per rendere inoffensivo il giovane, anche per tutelare l’incolumità delle altre persone che erano presenti (la convivente e alcuni vicini di casa) i carabinieri hanno deciso di passare all’azione. Pertanto uno dei militari ha scagliato una pietra sul lato opposto del cortile, distraendo l’uomo e, contemporaneamente, entrambi sono scattati verso di lui, che reagiva ingaggiando una colluttazione. I militari riuscivano a bloccare il soggetto, immobilizzandolo a terra e disarmandolo del fucile e dei coltelli.

Soltanto a questo punto, dopo essere riusciti ad ammanettare e rendere inoffensivo il 23enne, i militari hanno constatato che il fucile d’assalto che aveva imbracciato e puntato verso di loro era la precisa replica di un’arma da guerra creata per il “soft air” alla quale era stato però dipinto di nero il tappo di sicurezza rendendola indistinguibile da un fucile inoffensivo, e l’ecuadoregno era visibilmente in preda ai fumi dell’alcool.

L’uomo veniva arrestato e trattenuto nella camera di sicurezza della Stazione di Vercelli.

Solo il sangue freddo e l’autocontrollo dimostrato nel frangente dai carabinieri, che hanno usato grande lucidità nel gestire la rabbia dell’uomo, sacrificandosi personalmente tanto che un militare ha subito la frattura di una mano, hanno permesso di concludere in sicurezza l’intervento, senza mettere a repentaglio l’incolumità di alcuno, comportamento sottolineato anche dal plauso espresso dalla magistratura vercellese durante lo svolgimento dell’udienza direttissima.

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