Inchiesta Ue sulle importazioni di riso: conclusa l’istruttoria

Terminata la fase italiana della procedura di salvaguardia avviata dalla Commissione

Si è conclusa la fase italiana dell’istruttoria con cui la Commissione europea sta procedendo all’inchiesta di salvaguardia sulle importazioni dai Paesi meno avanzati. Tutti i questionari sottoposti ai produttori e alle riserie del nostro paese sono stati trasmessi alla Commissione attraverso l’Ente Nazionale Risi entro il termine del 19 maggio fissato dalla Commissione. Completata la fase di valutazione dei questionari, la Commissione europea procederà con la fase di verifica in loco che potrebbe partire già in estate.

Nel rappresentare la problematica in termini comunitari e non solo nazionali, l’Ente Nazionale Risi ha ottenuto il supporto di risicoltori europei, Ania (Associazione delle industrie risiere portoghesi), Uniade (Associazione delle industrie risiere spagnole), Copa-Cogeca e Ferm, che hanno inviato alla Commissione europea una nota di condivisione delle azioni intraprese dal Governo italiano.

Come si ricorderà, il 16 marzo la Commissione ha avviato l’inchiesta di salvaguardia riguardante le importazioni di riso Indica originario della Cambogia e del Myanmar. La Commissione ha selezionato un campione di produttori dell’Unione europea prima dell’apertura dell’inchiesta e ha invitato esportatori ed importatori ad indicare la loro volontà di cooperare al fine di stabilire se fosse necessario anche un campionamento.

La Commissione, sulla base dei dati forniti dall’Ente Nazionale Risi, ha selezionato un campione di 4 risicoltori e 3 trasformatori di riso in Italia e di 1 risicoltore ed 1 trasformatore di riso in Spagna. Sono stati selezionati in Europa 4 importatori (3 francesi e 1 croato) e 5 esportatori da Cambogia e Myanmar.

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