Confagricoltura martedì manifesta in piazza Zumaglini: «Settore risicolo a rischio»

Confagricoltura Vercelli e Biella organizza una manifestazione pubblica aperta a tutti, che si terrà martedì 3 febbraio, dalle 10 alle 12, in piazza Zumaglini a Vercelli. Il presidio che seguirà simbolicamente la seduta di Borsa intende portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica le criticità che stanno mettendo a rischio il futuro del comparto risicolo vercellese e italiano. La manifestazione nasce dalla raccolta delle preoccupazioni espresse dai risicoltori e, più in generale, dal mondo agricolo in un contesto di mercato sempre più penalizzante per la produzione nazionale, aggravato dalla concorrenza delle importazioni extra-UE e da strumenti di tutela ritenuti oggi inefficaci.

L’appuntamento è stato organizzato da Confagricoltura ma riteniamo che l’invito a partecipare debba essere esteso a tutti gli agricoltori, che, come noi pensino che qualcosa occorre fare per il comparto e soprattutto che sia necessario iniziare da idee e proposte comuni, con l’obiettivo di costruire una mobilitazione ampia e costruttiva. Per l’occasione interverranno i rappresentanti del mondo agricolo, dell’industria e delle istituzioni, a sottolineare il valore del confronto tra tutti i soggetti della filiera.

Proprio in quest’ottica, Confagricoltura Vercelli e Biella ha rivolto un invito formale alla partecipazione anche al mondo industriale sottolineando l’importanza di un momento di confronto e di partecipazione comune tra agricoltura e industria, affinché le istanze del settore possano trovare una rappresentanza unitaria, autorevole e credibile nei confronti delle istituzioni. Alla manifestazione è già confermata la partecipazione di delegazioni provenienti dalle altre province risicole italiane, a testimonianza della rilevanza territoriale e della forte condivisione delle tematiche affrontate.

Questi sono le proposte che verranno illustrate e discusse durante l’incontro: al settore risicolo italiano non serve una clausola di salvaguardia fantasma, ma un meccanismo di protezione che possa veramente incidere sulle importazioni dai paesi EBA quando il settore rischia di essere danneggiato, non come il limite minimo di 562.000 tonnellate di prodotto importato (base lavorato) proposto che è di fatto inoperante nelle attuali condizioni di mercato;

  • la rivalutazione delle tariffe doganali, ferme da oltre 20 anni a 175 euro a tonnellata per il riso lavorato e 42,5 euro per il riso semigreggio sono ormai non più adeguate a riequilibrare il mercato,
  • l’introduzione di dazi specifici su riso confezionato e sulle rotture di riso che contribuiscono allo squilibrio del mercato;
  • la richiesta al MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) di affidare all’Ente Nazionale Risi uno studio di fattibilità per l’istituzione di una OCM Riso

(Organizzazione Comune di Mercato), strumento che potrebbe rafforzare il ruolo delle organizzazioni di produttori e consentire una riduzione dei costi di produzione;

  • l’applicazione effettiva del principio di reciprocità delle regole di produzione all’interno dell’Unione Europea, in considerazione delle difficoltà nel far rispettare gli stessi standard ai Paesi extra-UE;
  • il potenziamento dei controlli doganali sui prodotti agricoli provenienti da Paesi extra-UE;
  • l’avvio, da parte del MASAF, di programmi per lo sviluppo di varietà aromatiche e la promozione del cosiddetto “basmati italiano”;
  • il riordino del registro varietale dell’Ente Nazionale Risi, collocando le varietà non più coltivate nel registro “da conservazione”;
  • un maggiore ruolo del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), affinché vengano registrate alla coltivazione solo varietà realmente migliorative e stabili nel tempo;
  • l’introduzione dell’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta per il riso;
  • l’adozione di strumenti per favorire il riordino fondiario e irriguo, con l’obiettivo del risparmio idrico;
  • un forte impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie in agricoltura, come i droni agricoli e le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), fondamentali per l’innovazione e la sostenibilità del settore.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.