Con l’8xmille l’ Emporio della Solidarietà a Vercelli aiuta 800 famiglie

Una gestione più efficace della struttura e dei servizi, per non togliere risorse ai bisogni, in continuo aumento. Da questa premessa si è mossa l’azione di Caritas eusebiana per la riorganizzazione dell’Emporio della solidarietà. Una realtà attiva a Vercelli ormai da 10 anni, a cui fanno riferimento per il cibo circa 800 famiglie, ovvero ben oltre 2mila persone. Un servizio di rete territoriale che ha visto condividere il suo esordio dalla Diocesi, con la collaborazione del Comune, il patrocinio della Provincia di Vercelli e della Regione. E le collaborazioni nel corso degli anni hanno continuato ad essere alimentate.

 Un passo indietro. L’Emporio è stato inaugurato il 1 agosto 2016 nei locali dell’ex mattatoio di via Laviny, messi a disposizione dal Comune di Vercelli e a fine 2021 è stato trasferito nella struttura di via Caduti sul Lavoro, che comprende un capannone adibito a magazzino per lo stoccaggio di rifornimenti. «Un immobile acquistato grazie al lascito di don Osvaldo Carlino e risorse della diocesi» sottolinea Carlo Greco, direttore di Caritas eusebiana, delegato regionale Caritas Piemonte e Valle d’Aosta. L’Emporio, la zona di distribuzione, si sviluppa infatti su una superficie di circa 200 metri quadrati e continua ad essere strutturato come un minimarket. E’ questa infatti la modalità con cui le famiglie ricevono gli alimenti. Una modalità grazie alla quale è stata superata la prassi della distribuzione dei pacchi di viveri standard, in favore di una carità attenta alla dignità: sono le persone stesse a scegliere, tra corsie e scaffali, i prodotti di cui hanno bisogno. Hanno quindi la possibilità di “fare la spesa” una volta a settimana, “pagando” attraverso una tessera punti, assegnati sulla base dell’Isee e del numero dei componenti del nucleo familiare. I punti si rinnovano ogni 4 settimane. 

Nella gestione dell’Emporio della Solidarietà di via Caduti sul lavoro sono impegnati volontari in diverse mansioni: nell’accoglienza dei beneficiari, gli addetti ai frigo e freezer a vetro, dove vengono distribuiti i “freschi”, i “cassieri” che scalano i punti dalle tessere, chi controlla il “credito” residuo e chi si occupa della burocrazia. Altri operano nel backstage, ovvero nel magazzino dove le forniture vengono stoccate, per il successivo riassortiimento di prodotti sugli scaffali. E un dipendente.

La finalità dell’Emporio della solidarietà è quella di dare una risposta concreta a chi è in difficoltà economica, attraverso un servizio che cerca di prevenire il cronicizzarsi del disagio, nel rispetto appunto della dignità alle persone. «Non risolve il problema del cibo, ma sicuramente aiuta per il fabbisogno mensile di tante famiglie che faticano a fare la spesa – precisa Greco – Oltre alle donazioni economiche e di viveri che arrivano da privati e si aggiungono alle forniture del Banco Alimentare, sono importanti in tal senso i fondi dell’8xmille. Annualmente la quota destinata da Caritas a questa realtà è di circa 60mila euro. Di fatto l’8xmille ci consente di far funzionare la macchina organizzativa dell’Emporio della Solidarietà. Non solo. Dietro al problema del cibo si celano altri disagi: ad esempio c’è chi ha perso il lavoro e chi invece per problemi di salute non può lavorare. Importante è la sinergia con i Centri di ascolto parrocchiali che ci consentono una presa in carico completa delle fragilità. La funzione dell’Emporio è anche quella di “sentinella” delle problematiche che affliggono le persone che fanno riferimento a Caritas. Inoltre ci consente di dare la possibilità di fare esperienze con tirocini o stage a persone che cercano di rimettersi in gioco». 

Solidarietà, dunque, ma anche sostenibilità. I locali di via Caduti sul lavoro sono stati ristrutturati dalla diocesi e «saranno “alimentati”, grazie alla lungimiranza dell’arcivescovo mons. Marco Arnolfo, con energia proveniente dall’impianto fotovoltaico installato sulla copertura del capannone – spiega il direttore di Caritas eusebiana – Gli interventi stanno volgendo al termine. Questo ci permetterà di avere un risparmio sulle onerose spese di utenze che potrà essere così investito per sostenere i bisogni sempre più in aumento».

Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica è dunque un gesto semplice ma importantissimo, per realizzare migliaia di progetti l’anno, in Italia e nel mondo, per sostenere i più fragili. 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.