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Il Tar boccia l’affidamento “in house” del servizio idrico a Bcv che replica: «Problema procedurale e non di merito»

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha annullato il decreto con cui il commissario ad acta Andrea Fluttero aveva assegnato la gestione trentennale del ciclo idrico integrato nel vercellese, biellese, casalese e Valsesia a Bcv Acque – società in house costituita dall’unione di Cordar Biella, Cordar Valsesia, Am+ Casale Valenza e Sii spa – senza passare per una gara pubblica.

Il Tribunale amministrativo del Piemonte, ha di fatto accolto il ricorso presentato da Iren, cui si era aggiunto un altro ricordo simile del Comune di Vercelli: il nodo individuato dal Tar starebbe nella scelta del commissario che avrebbe avuto più motivazioni di natura politica che pratica. La consulenza tecnica legata alla vicenda avrebbe invece indicato come preferibile l’opzione della società mista pubblico privato (che non avrebbe tagliato fuori dall’operazione Asm Vercelli, controllata da Iren, ndr).

Il problema (piuttsto serio) che si presenta è legato alla tradizionale scarsa tempestività della giustizia: nel periodo intercorso tra la decisione del commissario e la sentenza del Tar, Bcv Acque ha avviato le procedure di trasferimento del personale dalle altre società coinvolte nell’operazione e annunciato progetti di investimento. La sentenza del Tar rimette la palla al centro, con le stesse incognite di un anno e mezzo fa.

Bcv acque reagisce alla notizia con una nota che tende a minimizzare la portata della sentenza del Tar: «Il Tribunale amministrativo ha annullato il decreto del commissario straordinario dell’Egato2 del 28 febbraio 2025 ritenendo che la motivazione della scelta del modello di gestione del servizio idrico integrato (successivamente adottata dalla Conferenza d’ambito nel settembre 2025) avrebbe dovuto essere anticipata già al momento di adozione di quel decreto. Si tratta quindi di una decisione che riguarda unicamente un aspetto procedurale e che non incide sul merito della scelta gestionale in house; tale aspetto, quindi, ben potrà essere superato dalla stessa Conferenza mediante una deliberazione a maggioranza qualificata.

La società ribadisce inoltre che «Bcv e i 4 Soci hanno sempre operato rispettando le tempistiche del cronoprogramma commissariale e dal 1 maggio 2026. I soci hanno ceduto i rispettivi rami di azienda del Servizio Clienti con 43 dipendenti, con l’obiettivo di far confluire in B.C.V. per fine anno tutto il servizio idrico integrato ed oltre 250 dipendenti. La struttura della Bcv dalla firma della Convenzione agisce nel territorio d’utenza come un gestore unico sia in termini di canali di comunicazione del Pronto intervento e del Servizio Clienti che come bollettazione all’utenza. La tenuta finanziaria della B.C.V. è garantita da un capitale interamente versato di euro 16.060.000 e da incassi annuali di circa euro 60.000.000. Inoltre Bcv si è rapportata anche come soggetto gestore unico nei confronti degli adempimenti Arera e di Efato2, operando nell’interesse del territorio gestito per la pianificazione tariffaria e per la realizzazione degli investimenti ed il conseguimento di importanti finanziamenti pubblici. Tale impegno ha consentito di operare in soluzione di continuità con le gestioni precedenti e senza arrecare disagi al territorio ed alle utenze realizzando sinergie e recuperi di efficienza. La Bcv è una Società totalmente di proprietà pubblica, non richiede ai Comuni nessun finanziamento, non distribuisce utili e investe quanto riceve dalla tariffa. Questo sistema garantisce una tutela completa del cittadino anche per il futuro».

Infine la considerazione insieme pratica e politica: «Si ritiene che tutto quanto costruito non possa esser vanificato e non sia reversibile, poiché quanto oggi realizzato rispecchia l’interesse pubblico della convergenza al Gestore Unico. Le società interessate stanno comunque svolgendo le opportune valutazioni legali in ordine all’eventuale impugnazione della sentenza innanzi al Consiglio di Stato».

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