Restituito alla basilica di Sant’Andrea il ritratto del Guala Bicchieri trafugato nel 2011
«Il ritrovamento della tela del Cardinale Guala Bicchieri non è solo un recupero artistico, è un atto di giustizia storica. È la restituzione di un volto, di un nome e di un ruolo che appartengono non solo a Vercelli ma all’Europa». Così il Sindaco, Roberto Scheda, ha aperto la cerimonia di restituzione della tela del Cardinale, trafugata nel 2011. La celebrazione, alla quale hanno partecipato anche oltre 160 studenti delle scuole cittadine, si è tenuta giovedì nella basilica di Sant’Andrea proprio nel giorno in cui ricorrono gli 807 anni dalla posa della prima pietra.
Durante l’intervento, il primo cittadino ha ricordato il ruolo del cardinale Guala Bicchieri nella Magna Charta e per questo lo ha definito «l’architetto della diplomazia medievale. Il Cardinale non ha mai dimenticato la sua città. E infatti, a Vercelli, non è tornato come uomo stanco, ma come uomo che voleva restituire. Ha fondato, fra le altre cose, questa Basilica, segno tangibile della sua idea: la bellezza, come la giustizia, educa le generazioni».
L’opera è stata ritrovata dai carabinieri del del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino grazie al sistema “Stolen Works of Art Detection System”, il programma di intelligenza artificiale che elabora la ricerca di opere d’arte nei siti web e nei social.
«Oggi, celebrare Guala Bicchieri, rendere omaggio alle donne e agli uomini che hanno permesso di recuperare il suo quadro significa ricordare che Vercelli è stata capace di parlare al mondo con la lingua della ragione e del diritto. Significa riaffermare che la nostra città, quando crede nella Cultura, non è mai periferia. È centro». Scheda si è poi rivolto ai ragazzi delle scuole: «Sapete chi è Giovanni Falcone? Non è stato un eroe retorico, è stato un funzionario dello Stato che ha preso sul serio il proprio mestiere. Non è stato un uomo venuto da chissà dove, è stata una persona che ha fatto il suo dovere con coraggio fino alla fine. E ha sempre ripetuto una cosa fondamentale: “La scuola, come la giustizia, è il luogo in cui si allena la legalità”. Ecco: aiutatemi, aiutateci a diffondere questo meraviglioso seme. Ora e sempre. Il patrimonio artistico che vi circonda, come le chiese, i palazzi, i teatri, le piazze, non è un fondale per selfie distratti da postare sui social network. È la prova materiale che qualcuno, prima di noi, ha creduto nella bellezza come come responsabilità condivisa. Custodire e diffondere il patrimonio significa fare esattamente ciò che Falcone ha fatto nel suo campo: prendere sul serio il proprio compito. Studiare, raccontare, proteggere. Non aspettare che sia sempre “qualcun altro” a farlo».
L’Arcivescovo, monsignor Marco Arnolfo, ha voluto esprimere «il vivo compiacimento al Sindaco per aver scelto questa splendida basilica per celebrare l’evento. È proprio qui infatti che riposano le spoglie mortali di colui che, otto secoli fa, ha pensato, finanziato e consacrato l’edificio sacro che – con le sue guglie, il suo tiburio e i suoi rosoni – rappresenta la nostra città nel mondo. Al Cardinale Bicchieri, il più illustre mecenate della storia vercellese, nell’accorto intreccio tra sapienza umana, competenza teologica e rigore diplomatico, si riconosce, oltre al determinante contributo per la stesura della Magna Charta Libertatum nell’Inghilterra duecentesca dei Plantageneti, anche la paternità di questa Chiesa e dell’attiguo ospedale. A distanza di otto secoli, è ancora oggi non solo un esempio di ecclesiastico virtuoso e brillante, ma soprattutto di un uomo di fede e di dottrina, che ha saputo dare forma ad opere di carità materiale e altre, non meno importanti, di carità intellettuale e spirituale». La riconsegna della tela del Carindale per l’Arcivescovo è stato «un momento solenne ed insieme un tributo doveroso verso un illustre figlio della Chiesa eusebiana, che ha scritto una pagina indelebile della nostra storia».
Il Procuratore della Repubblica, Ilaria Calò, ha sottolineato come «la tela torna al suo posto. E lo dico con orgoglio: grazie al lavoro coordinato della Procura e del ramo altamente specializzato dei Carabinieri. L’abbiamo restituita alla città in questo giorno simbolico, quando cioè veniva posta la prima pietra. Questo dà lo spessore storico, artistico ed emotivo di quello che è stato il procedimento penale».
Il Sostituto Procuratore, Carlo Introvigne, ha ringraziato il Sindaco «per aver organizzato questa cerimonia. È una grande gioia essere qui: oltre alle autorità, ci sono i cittadini e soprattutto i ragazzi delle scuole. Oggi restituiamo un bene collettivo, una tela che non è della Basilica o del Comune, è una tela di tutti noi. Quando scegli di fare il pubblico ministero, non lo fai per mettere il sale sulla coda dei delinquenti, l’ottica è cercare di tutelare le persone offese e in questo modo di essere partecipanti proattivi del territorio in cui si opera. Cosa c’è di meglio, allora, di restituire un pezzo di storia viva? Oggi il Cardinale Guala Bicchieri, possiamo dire, torna a casa».
Il maggiore dei carabinieri, Ferdinando Angeletti, ha ricordato che «il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nasce nel 1969 con il compito di recuperare le opere rubate. Piano piano iniziarno a costruire l’archivio. Con il passare del tempo si è evoluto, è cresciuto e poi è arrivata l’era informatica e viene digitalizzato. Oggi è uno strumento molto potente. È un database con 7 milioni di opere registrate. È il più grande al mondo. Il secondo è dell’Interpol con 2,5 milioni. A questo è stato aggiunta l’Intelligenza artificiale. Così si possono cercare le opere ovunque nel web e non solo. Noi operiamo per vedere le vostre facce. E oggi sono felici. Questo è il nostro “premio” più grande».
Il Sovrintende, Federico Barello, ha aperto il suo intervento con il ringraziamento «ai magistrati e i carabinieri per questo recupero perché, oggi, è una festa per il ritorno a casa dell’opera. Noi abbiamo la fortuna di vivere in un Paese “polverizzato” in milioni di edifici, luoghi, tesori meravigliosi. Non ci potrebbe essere la nostra azione, se non avessimo un fortissimo alleato, quasi un rapporto di fratellanza con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. L’importanza dell’opera di Guala Bicchieri sta nell’appartenere a una comunità. In questa situazione è tutto molto chiaro: questo quadro è un testimone importante per Vercelli».
L’assessore regionale alla Cultura, Marina Chiarelli, ha rimarcato il «momento di grande valore per Vercelli e per tutto il Piemonte: non è soltanto il recupero di un’opera, ma la restituzione di una parte della nostra identità collettiva. Grazie al lavoro delle Forze dell’Ordine e alla collaborazione tra istituzioni, oggi – ha poi sottolineato – riaffermiamo un principio chiaro: la Cultura vive nei territori e diventa forza concreta quando comunità e istituzioni camminano insieme. Come Regione Piemonte crediamo in una politica culturale capace di partire dalle città e dalle province, valorizzando la loro storia e sostenendo percorsi che coinvolgano soprattutto i giovani. Vercelli, con la sua tradizione europea e il patrimonio che custodisce, dimostra che anche i centri storici del Piemonte sono protagonisti di una visione culturale forte, radicata e orgogliosa, capace di generare sviluppo e futuro per l’intero territorio».
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