“Etica e istituzioni”: concluso il ciclo di incontri promosso dalla Questura

Sabato mattina la tavola rotonda su: “Interpretare la leadership: diversità, stereotipi, linguaggio secondo un’ottica di genere”

L’inizio dei lavori

Si svolto sabato mattina l’ultimo incontro del ciclo di attività seminariali e formative, promosse dalla Questura di Vercelli, sul tema “Etica per le Istituzioni. Lineamenti preliminari: modelli di leadership, corruzione, tortura in prospettiva etico-pubblica”, promosso in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento di Pisa. Numerose le Autorità cittadine e quelle provenienti da tutto il Piemonte che hanno partecipato all’evento, organizzato nella prestigiosa cornice della Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, insieme ad una ventina di iscritti all’Ordine dei Giornalisti, che ha ritenuto la tematica di interesse  e di approfondimento generale, tanto da inserirla come appuntamento nella formazione continua del Piano di offerta formativa 2018.

Il Prefetto Filippo Dispenza, Direttore Centrale Affari Generali, ha salutato gli ospiti a nome del  Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, che aveva inaugurato il 18 gennaio scorso le attività nel Convegno svoltosi al Museo Borgogna.

L’incontro, svoltosi la mattina di sabato 12 maggio 2018, ha affrontato il  tema Interpretare la leadership: diversità, stereotipi, linguaggio secondo un’ottica di genere, con particolare accento ad una riflessione multidisciplinare sulla leadership femminile e alla definizione preliminare dei vincoli cognitivi e resistenze emotive diffuse entro i contesti simbolici e materiali in cui viene svolta, da uomini e donne, una professione tradizionalmente maschile, cercando di identificare nella loro genesi e struttura gli ostacoli occulti che ritardano l’emergere di una condizione paritaria rispetto al genere nella gestione del potere (sia nel senso del nesso comando/obbedienza, sia nel significato di agire in concerto) nei contesti lavorativi.

Nella mattinata è stata analizzata l’importanza del linguaggio che non riconosce la presenza delle donne, che ne dà un’immagine stereotipata, legata a modelli culturali del passato, spia di una cultura che resiste al cambiamento e rischia di diventare intollerante, spianando la strada alla violenza di genere. Conoscere la funzione del linguaggio per la costruzione dell’identità di genere, è condizione indispensabile per la formazione di una cittadinanza democratica e di uno spazio pubblico inclusivo, capace di accogliere tutte le differenze, da quella di genere a quella culturale, linguistica, di orientamento sessuale, senza trasformarle in diversità. 

Sul tema dell’Organizzazione, comunicazione e leadership è stato chiarito che la mission della Pubblica Amministrazione consiste prioritariamente nel porsi al servizio del pubblico e, dopo un’analisi del modello di leadership basato su competenze individuali scalari, competenze adeguate per specifici ruoli, si è passati ai casi concreti di verifica della “chiave del potenziale ed i tratti della personalità” e dei percorsi di sviluppo della leadership al femminile.

Come già avvenuto nei precedenti incontri, Chairman della giornata è stato il Prof. Alberto Pirni che ha introdotto gli interventi della Prof.ssa Barbara Henry, della Prof.ssa Cecilia Robustelli, del Prof. GianLuigi  Bulsei e del dott. Mario Pellizzari.

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