Cgil: “Corse Atap soppresse frutto di scelte sbagliate. Urgente aprire un tavolo di confronto”

“Per quattro giorni in una settimana (8, 11,12 e 15 maggio), il sito ufficiale di ATAP espone lo stesso, drammatico bollettino di guerra: “A seguito di nuove assenze di personale… avendo esaurito le scorte di personale abilitato alla guida… non verranno erogate le seguenti corse”. È la resa ufficiale di un sistema che non riesce più a garantire il diritto minimo alla mobilità”. Inizia così un duro comunicato della Cgil Vercelli Valsesia, tutto dedicato alle problematiche operative dell’azienda pubblica di trasporti nelle province di Vercelli e Biella.
“Il disservizio sta colpendo in modo trasversale la Provincia di Vercelli – prosegue il comunicato – non parliamo di corse marginali, ma di tagli in orari di punta che stanno penalizzando chi deve raggiungere il posto di lavoro o la scuola, come la linea 50 (164) sulla tratta Borgosesia-Vercelli (ore 06:22), ma anche la linea 332 sulla linea 380 (ore 14:15), nodi centrali del trasporto locale. Sono stati tagliati collegamenti vitali come la Borgosesia-Crevacuore, lasciando intere aree del Vercellese e della Valsesia isolate.
Quanto sta accadendo mette a nudo la fragilità di un sistema che la Regione Piemonte si ostina a dipingere come solido. Anche aziende strutturate, tanto da far propendere la Regione per il riaffidamento del servizio in house, presentano forti condizioni di criticità. La realtà che denunciamo da tempo è un’altra: gli autisti non si trovano più e il personale è ridotto all’osso. La carenza di personale non è un evento avverso ed improvviso, ma la conseguenza diretta di salari non adeguati e condizioni di lavoro non più accettabili che perdurano da tempo. Questa è una della cause che rende il Trasporto Pubblico Locale (TPL) inaffidabile e quindi non attrattivo”.

In conclusione la Cgil commenta: “È poi, particolarmente odioso leggere tra le righe dei comunicati aziendali un tentativo di scaricare su lavoratrici e lavoratori quelle che sono, in realtà, carenze strutturali e gestionali dell’azienda. Puntare il dito contro autiste e autisti sottoposti a turni massacranti, esposti spesso a uno stress logorante per coprire i buchi d’organico e spesso anche ad aggressioni perché unico parafulmine dei disservizi aziendali, è una pratica che rispediamo al mittente. È necessario che i vertici di ATAP e le istituzioni locali spieghino fino in fondo cosa stia succedendo, ma è evidente che queste soppressioni sono solo la punta dell’iceberg di un mal funzionamento profondo che riguarda l’intera regione. Questa emergenza conferma che la vertenza regionale “Il trasporto che ci salva” è più attuale e necessaria che mai. I problemi che ogni giorno affliggono utenti e lavoratori sono troppi, e la Giunta Regionale continua a voltarsi dall’altra parte, dichiarando una generica e aleatoria disponibilità ad accogliere contributi costruttivi (ma non a parlare del sistema trasporti nel suo complesso) e preferendo il “gioco delle tre carte” sui bilanci piuttosto che investire seriamente sulla mobilità dei cittadini”.

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