Gili (Bcv): «Dopo anni di ritardi possiamo lanciare un progetto da 95 milioni per ottimizzare la risorsa idrica»
La conferenza stampa in Bcv Acque
L’amministratore delegato della società di gestione idrica BCV Acque, Leonardo Gili, ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, svoltasi a Vercelli, il finanziamento e l’avvio di quello che ha definito «il più importante progetto idrico in corso in Italia».
«Si tratta» ha spiegato Gili «della realizzazione di un sistema di collegamento, attraverso la posa di oltre 200 chilometri di nuove condutture. Alla fine dell’opera i tre impianti di potabilizzazione di Ingagna, Ostola e Ravasanella saranno in grado di trattare una portata d’acqua di 400 l/s, con il quale sarà garantita la distribuzione ad oltre ottantacinquemila utenti del territorio il cui raggio d’azione nei prossimi anni potrà arrivare fino al territorio di Vercelli».
L’intervento, per un valore complessivo di 95 milioni di euro, di cui 10 messi a disposizione dalla BCV Acque, è stato finanziato con 85 milioni di euro dal Ministero per le infrastrutture, a cui era stato sottoposto nel 2023 dopo l’approvazione da parte dell’Autorità d’Ambito Egato 2: «L’idea risale però al 1990» ha detto Gili «su iniziativa del Consorzio per la Bonifica della Baraggia; rappresentava il quarto lotto di un più ampio progetto. Il Consorzio ha deciso ora, di affidarlo al gestore pubblico BCV Acque S.p.A. per la sua immediata realizzazione, con i lavori che inizieranno nell’estate del 2027 e si concluderanno entro la fine del 2031 per fare fronte alla situazione di emergenza provocata dall’aggravarsi della siccità. Dopo 36 anni finalmente possiamo comunicare l’avvio di un progetto e relativi investimenti per sollevare la popolazione e il territorio dalla grave crisi della siccità. Continuiamo nei progetti presentati e che presenteremo chiedendone il loro finanziamento fino a raggiungere la soluzione definitiva del problema idrico per tutto il territorio di nostra competenza.
La nuova rete servirà a risolvere i problemi che si stanno verificando tra Biellese, Vercellese e Valsesia, in molti Comuni di questi territori: «Solo a Valle San Nicolao» osserva l’amministratore delegato di BCV «abbiamo già dovuto ricorrere a quasi duecento viaggi con autobotti per rifornire d’acqua gli utenti. Ma anche in moltissimi Comuni l’emergenza idrica è ormai una evidente priorità. È un progetto innovativo e sostenibile, infatti prevede di ottimizzare la distribuzione dell’acqua anche con recupero delle dispersioni esistenti. Inoltre, non contempla più l’utilizzo dei pozzi, preservando così le falde acquifere, e non farà ricorso a sistemi di sollevamento, costosi, per un grande dispendio di energia, che saranno dismessi, utilizzando solo della forza di gravità. Al termine del ciclo idrico dell’uso potabile le acque verranno immesse nel sistema di fossi e di rogge gestiti dai distretti irrigui e potranno essere riutilizzate. Inoltre, il finanziamento libererà 85 milioni di euro che saranno a disposizione per altri interventi sulla rete. Un progetto che rientra nei 900 milioni di euro che saranno investiti nei prossimi anni dalla BCV, che, mi preme ricordare, è una società pubblica al 100% che non può essere scalata da soggetti esterni privati e che gestisce i servizi idrici senza l’obiettivo di fare profitti».
In Piemonte ogni anno cadono come pioggia miliardi di metri cubi d’acqua: «Le dighe del territorio» ha spiegato Gili «possono trattenerne al massimo poco meno di 20 milioni. Con questo nuovo intervento aumenteremo sensibilmente la quantità disponibile per le necessità idriche. È un atto concreto per combattere la siccità in modo strutturale, senza aspettare altro tempo mentre la situazione si aggrava ogni anno di più. Ricordo che quattro anni fa lanciai un allarme su questa crescente emergenza ma da quel momento non è accaduto nulla, fino ad oggi, con la nostra decisione di intervenire grazie a uno dei finanziamenti più rilevanti della storia. L’acqua si prende dove esiste ed è possibile; tentiamo di superare la grave contraddizione dei territori ricchi d’acqua con i Comuni, le popolazioni sostenute dalle autobotti e le aziende in crisi. Nei prossimi mesi presenteremo altri progetti, per arrivare a ottimizzare la rete di tutto il territorio di Egato 2 che conta oltre 400mila abitanti».
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